La storia del Club Sportivo Firenze inizia il 25 gennaio 1870 quando venne fondato, da un gruppo di pionieri del ciclismo, il Veloce Club Firenze.
Il 2 febbraio 1870, organizzata dal neonato Veloce Club, prese il via la prima edizione della gara velocipedistica Firenze – Pistoia, risultata poi anche la prima gara ciclistica su strada in Italia.
La Nazione del 2 febbraio 1870
Quest'oggi stesso avrà luogo la gara dei velocipedi nella corsa già annunciata fra Firenze e Pistoia. Gli iscritti raggiungono quasi il numero di 40, e perché l'insolita prova non sia turbata per via,
alcuni dragoni a cavallo perlustreranno il terreno della corsa. La partenza è fissata per le 8 antimeridiane dal Ponte alle Mosse.
La gara fu vinta dal giovane americano Rynner Van Hest, che percorse la distanza di trentatre chilometri in due ore e dodici minuti. Alle sue spalle si piazzarono, distanziati fra loro da alcuni minuti, nell' ordine: Augusto Charles, Alessandro De Sariette, Edoardo Ancillotti e, in quinta posizione, Gustavo Langlade presidente del Veloce Club.
Il Veloce Club Firenze cambiò la propria denominazione in Club Velocipedistico Fiorentino nel 1884. Nel 1889 venne costruita la pista ciclistica in cemento e nel 1903, tramite la fusione del Club Velocipedistico Fiorentino con il Club Sportivo Ardire, prese vita il Club Sportivo Firenze.
Il ciclismo ha svolto sempre un ruolo di primaria importanza all'interno del Club, e i risultati più prestigiosi sono stati ottenuti proprio dagli atleti di questa disciplina. Su tutti Enzo Sacchi che dopo essere stato tricolore del chilometro nel '49 e della velocità nel '50, conquistò nel biennio '51-52 i due titoli iridati, i due titoli italiani e, infine, quello olimpico a Helsinki davanti a Cox e Potzernheim. Nella stessa categoria si aggiudicò pure il Gran Premio di Parigi 1951, il Gran Premio dell 'UVI 1949 e numerose altre prove (oltre a qualche circuito su strada).
“La prima maglia dai colori dell'arcobaleno è stata indossata da un italiano: Enzo Sacchi dello Sport Club Firenze, è il nuovo campione mondiale dilettanti. Sarà di buon auspicio?....” Inizia così un articolo di Emilio De Martino sulla rivista Lo Sport n. 17 del 30 agosto 1951, ed effettivamente per Sacchiè stato l'inizio di un periodo d'oro durante il quale ha vinto quasi tutto quello che c'era da vincere a livello dilettantistico, bissando il titolo mondiale nell'’anno successivo ed imponendosi anche nelle olimpiadi di Helsinki nel 1952.