Hai sentito parlare di ASD che sono anche “ETS” e ti chiedi se ha senso anche per la tua società? Non sei il solo. Dal 2021 le riforme sullo sport e sul Terzo Settore permettono a un’associazione di avere due “carte d’identità” contemporaneamente: quella sportiva e quella di Ente del Terzo Settore. In questo articolo vediamo cosa significa in pratica, quali vantaggi porta e quali obblighi in più comporta, soprattutto alla luce delle novità fiscali del 2026.
Cos’è la doppia qualifica ASD + ETS
ASD sta per Associazione Sportiva Dilettantistica. ETS sta per Ente del Terzo Settore: la definizione arriva dal Codice del Terzo Settore (CTS, D.Lgs. 117/2017), che raggruppa organizzazioni no profit come le OdV (organizzazioni di volontariato) e le APS (Associazioni di Promozione Sociale).
La doppia qualifica significa che la tua associazione può essere iscritta contemporaneamente a due registri diversi:
- il RASD (Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche), gestito dal Dipartimento per lo Sport, che certifica la tua natura di ente sportivo;
- il RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), che certifica la tua natura di ETS.
Un’associazione iscritta a entrambi i registri diventa quello che in gergo si chiama “ETS sportivo”: opera come club sportivo a tutti gli effetti, ma può svolgere anche attività sociali, educative o di inclusione riconosciute dal Terzo Settore.
Attenzione: la doppia qualifica non è automatica. Devi rispettare sia i requisiti della normativa sportiva sia quelli del CTS, e nella pratica quotidiana le due discipline si applicano “nei limiti della compatibilità” tra loro.
Chi può richiederla e come funziona
Non tutte le ASD hanno bisogno della doppia qualifica. Ha senso valutarla se, oltre allo sport, la tua associazione fa (o vuole fare) anche altro: doposcuola, centri estivi multidisciplinari, corsi di italiano per stranieri, progetti di inclusione sociale.
I passaggi pratici sono questi:
- Verifica lo statuto. Deve prevedere esplicitamente le attività di interesse generale che vuoi svolgere (elencate dall’art. 5 del CTS), oltre a clausole obbligatorie su democraticità interna, assenza di scopo di lucro e destinazione del patrimonio in caso di scioglimento.
- Iscriviti al RUNTS, nella sezione più coerente con la tua attività (tipicamente APS, se l’associazione si basa prevalentemente sul volontariato dei soci).
- Mantieni o richiedi l’iscrizione al RASD per la parte sportiva.
- Rispetta i vincoli quantitativi su volontari e lavoratori (li vediamo tra poco).
- Pianifica il nuovo regime fiscale, perché con l’iscrizione al RUNTS cambia tutto (sezione dedicata più sotto).
Esempio concreto: una ASD di pallavolo che ogni estate organizza anche un centro estivo con laboratori didattici, oltre agli allenamenti, ha un profilo tipico per valutare la doppia qualifica: sport come attività principale, attività educativa come attività aggiuntiva strutturata, non occasionale.
I vantaggi concreti della doppia qualifica
Ecco cosa cambia davvero, in positivo, se la tua ASD diventa anche ETS.
| Vantaggio | Cosa significa in pratica |
|---|---|
| Attività plurime | Puoi fare più attività di interesse generale (art. 5 CTS) senza doverle classificare come “secondarie” |
| Lavoro sportivo | Accesso alle agevolazioni sul lavoro sportivo anche per collaboratori amministrativo-gestionali |
| Bandi e finanziamenti | Puoi partecipare a bandi pubblici, fondazioni bancarie e programmi europei riservati agli ETS |
| Co-progettazione con il Comune | Puoi diventare partner ufficiale della Pubblica Amministrazione (PA) su progetti sociali e sportivi |
| Erogazioni liberali | I donatori privati e le aziende hanno agevolazioni fiscali più vantaggiose rispetto alle donazioni a una semplice ASD |
| Sponsorizzazioni | Presunzione di spesa pubblicitaria per gli sponsor, entro i limiti di legge |
Checklist — la doppia qualifica potrebbe interessarti se:
la tua associazione fa attività sociali/educative oltre allo sport, previste anche nello statuto
vuoi accedere a bandi pubblici e finanziamenti oggi riservati agli ETS
vuoi collaborare stabilmente con il Comune (co-progettazione)
ricevi (o vorresti ricevere) donazioni da privati o aziende
hai una base di volontari solida e non dipendi quasi solo da collaboratori pagati
Se hai spuntato almeno 3 caselle, vale la pena approfondire con un consulente.
Le criticità: cosa cambia dal 2026
Qui arriva la parte che richiede più attenzione: gli obblighi aggiuntivi.
Vincoli operativi da rispettare sempre:
- i lavoratori (dipendenti o collaboratori) non possono superare il 50% dei volontari o il 20% degli associati;
- l’associazione deve avvalersi in modo prevalente del volontariato dei propri soci;
- il bilancio va depositato entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio;
- al superamento di certe soglie dimensionali diventa obbligatorio un organo di controllo interno.
La novità più importante: addio al regime 398 per gli ETS
La Circolare 1/E del 19 febbraio 2026 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito definitivamente un punto cruciale: dal periodo d’imposta 2026, il regime fiscale agevolato della Legge 398/1991 resta utilizzabile solo dalle ASD e SSD che non hanno la qualifica di ETS. Se la tua associazione si iscrive al RUNTS, esce automaticamente dal regime 398.
Al suo posto, il CTS mette a disposizione due regimi alternativi:
- Art. 80 CTS — applicabile a tutti gli ETS non commerciali, con forfetizzazione del reddito imponibile e applicazione dello split payment sui rapporti con enti pubblici;
- Art. 86 CTS — riservato a APS e OdV, con un tetto di 85.000 euro di ricavi commerciali annui e un coefficiente di redditività molto favorevole (3% per le APS): significa pagare le tasse solo su una piccola parte del fatturato commerciale.
In pratica: se la tua associazione ha ricavi commerciali contenuti, il regime art. 86 può essere altrettanto (o più) conveniente del vecchio 398. Ma se sei una realtà con incassi da sponsorizzazioni o quote significative, la scelta va simulata numero per numero.
Nota: queste informazioni sono a scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di decidere, fatti seguire da un consulente esperto di fiscalità sportiva e Terzo Settore.
Quando conviene (e quando no)
Conviene se:
- hai una vocazione sociale reale, non solo sportiva;
- vuoi accedere a bandi, co-progettazione e donazioni agevolate;
- hai una struttura amministrativa (o un gestionale) capace di reggere due iscrizioni e due rendicontazioni parallele.
Non conviene, o va valutata con più cautela, se:
- l’attività è quasi esclusivamente sportiva ordinaria;
- il regime 398 ti sta già bene così com’è e non hai interesse a operare nel perimetro RUNTS;
- non hai risorse (tempo, persone) per gestire i doppi adempimenti.
Gestire due registri, due scadenzari e due logiche di rendicontazione richiede organizzazione: un gestionale come Golee può aiutarti a tenere sotto controllo iscritti, quote, scadenze e documenti in un unico posto, così la parte amministrativa non diventa un ostacolo alla scelta strategica.
Errori comuni da evitare
- Iscriversi al RUNTS solo per convenienza fiscale, senza una reale attività sociale che lo giustifichi: è un rischio in caso di controlli.
- Non aggiornare lo statuto prima di richiedere l’iscrizione: senza le clausole obbligatorie del CTS, la domanda viene respinta.
- Sottovalutare i vincoli su volontari e lavoratori: superare le soglie fa perdere la qualifica APS.
- Dare per scontato di poter restare nel regime 398: dal 2026 non è più compatibile con la qualifica ETS.
- Non simulare in anticipo il nuovo regime fiscale (art. 80 o art. 86): la scelta sbagliata può costare più del vecchio 398.
Domande frequenti
Una ASD può diventare anche ETS?
Sì. Se rispetta i requisiti del CTS e ha attività coerenti con quelle previste dall’art. 5, può iscriversi al RUNTS mantenendo anche l’iscrizione al RASD come ente sportivo.
Cosa cambia rispetto a essere “solo” ASD?
Puoi accedere a bandi, co-progettazione con la PA e donazioni agevolate riservate agli ETS, ma devi rispettare obblighi statutari e di rendicontazione più severi.
Cosa succede al regime 398 se divento ETS?
Lo perdi. Dal 2026 il regime 398 è riservato alle ASD/SSD che non hanno la qualifica di ETS. Puoi però valutare i regimi alternativi previsti dagli artt. 80 e 86 del CTS.
Qual è la differenza tra RASD e RUNTS?
Il RASD certifica la natura sportiva dilettantistica dell’ente (Dipartimento per lo Sport). Il RUNTS certifica la qualifica di Ente del Terzo Settore (Ministero del Lavoro). Sono registri diversi, con obblighi diversi.
Serve per forza diventare APS?
No. Il CTS prevede diverse sezioni (OdV, APS, enti filantropici, ecc.). Per un’associazione sportiva con base volontaristica, la sezione APS è generalmente la più coerente, ma va valutata caso per caso.
Quanto tempo richiede l’iscrizione al RUNTS?
Dipende dall’ufficio regionale competente e dalla completezza della domanda. È fondamentale avere già uno statuto adeguato ai requisiti del CTS prima di presentare la richiesta.
La doppia qualifica va bene per una piccola ASD locale?
Solo se ha già (o vuole sviluppare) attività sociali oltre allo sport. Per un club che fa esclusivamente attività sportiva ordinaria, il vantaggio spesso non giustifica il carico amministrativo aggiuntivo.









