Cerca
Generic filters

Creare consapevolezza: il ruolo della formazione obbligatoria nelle ASD e SSD

Abstract

L’articolo esplora il ruolo centrale della formazione obbligatoria nella prevenzione di abusi e comportamenti a rischio all’interno delle ASD e SSD. Attraverso l’analisi normativa, un caso reale risolto con successo e una guida operativa A-B-C, viene evidenziata l’importanza di creare consapevolezza e competenze tra tecnici, dirigenti e collaboratori. L’obiettivo è promuovere una cultura della prevenzione, rafforzare la rete di protezione e offrire strumenti pratici per gestire segnalazioni in modo tempestivo ed efficace.


 

La prevenzione non è un atto isolato, ma un processo culturale che si costruisce nel tempo. Nelle ASD e SSD, la formazione obbligatoria rappresenta il primo strumento per trasformare la consapevolezza in azione. Tecnici, dirigenti e collaboratori non possono più limitarsi a “fare sport”: devono conoscere, riconoscere e intervenire.

In un contesto dove il rischio di abusi, discriminazioni e negligenze è reale, la preparazione diventa responsabilità collettiva. Questo articolo nasce per offrire strumenti concreti, esempi reali e linee guida operative, affinché ogni realtà sportiva possa diventare presidio educativo e luogo sicuro per tutti.

La prevenzione non è un accessorio, ma un pilastro fondamentale per garantire ambienti sportivi sicuri e inclusivi. Nelle ASD e SSD, la formazione obbligatoria rappresenta lo strumento più efficace per creare consapevolezza, responsabilità e competenze operative tra dirigenti, tecnici e collaboratori. La mancanza di conoscenze specifiche può trasformare un contesto educativo in uno spazio vulnerabile, dove segnali di rischio vengono ignorati o sottovalutati.

Normative di riferimento

La formazione obbligatoria in materia di tutela dei minori e prevenzione degli abusi è prevista da:

  • D.Lgs. 36/2021 – Riforma dello sport
  • D.Lgs. 39/2014 – Certificato penale per chi opera con minori
  • Legge 205/2017 – Obblighi di prevenzione e responsabilità educativa
  • Linee guida CONI e CSI – Regolamenti interni e codici di condotta

Queste norme impongono alle ASD e SSD di attivare percorsi formativi, nominare un Responsabile Safeguarding e adottare protocolli di intervento.

Un caso reale illustrativo

Nel 2023, una segnalazione anonima ha evidenziato comportamenti verbali inadeguati da parte di un tecnico durante gli allenamenti. Grazie alla formazione ricevuta, il capitano ha attivato la procedura interna, coinvolgendo il Safeguarding Officer.

L’intervento è stato tempestivo: colloqui individuali, sospensione cautelativa, confronto con le famiglie e attivazione di un percorso educativo per il tecnico. Risultato: nessuna escalation, clima ristabilito, fiducia rafforzata.

Esempio di procedura A – B – C

A – Ascolta e annota: raccogli la segnalazione, verbalizza i fatti con rispetto e senza interpretazioni.

B – Blocca e proteggi: attiva le misure di contenimento e tutela del minore o dei soggetti coinvolti.

C – Comunica e coordina: coinvolgi il referente safeguarding, avvia il protocollo interno, informa eventuali enti esterni.

Pareri e consigli pratici

Nel cuore di ogni ASD e SSD che funziona davvero, c’è una rete silenziosa fatta di incontri, ascolto e piccoli gesti quotidiani. La prevenzione non nasce da un regolamento, ma da una cultura condivisa. E questa cultura si costruisce, giorno dopo giorno, attraverso relazioni autentiche e scelte consapevoli.

In molte realtà virtuose, dirigenti e tecnici hanno iniziato a organizzare incontri periodici con le famiglie, non solo per parlare di sport, ma per condividere valori, esperienze e buone pratiche. È in quei momenti che si crea fiducia, e la fiducia è il primo antidoto contro il silenzio.

Alcune ASD hanno introdotto la figura del referente per i rapporti esterni, una persona incaricata di dialogare con scuole, servizi sociali e istituzioni. Questo ruolo ha permesso di costruire ponti, attivare collaborazioni e affrontare situazioni delicate con maggiore efficacia. In altri contesti, sono nate campagne di sensibilizzazione interne, con materiali informativi, video e testimonianze. I ragazzi hanno partecipato attivamente, diventando protagonisti della tutela e non solo destinatari.

Un passaggio fondamentale è stato coinvolgere le famiglie nella definizione dei regolamenti interni. Non più regole calate dall’alto, ma strumenti costruiti insieme, che parlano il linguaggio della comunità e rispondono ai bisogni reali.

Infine, alcune ASD hanno stretto accordi con enti locali per formare congiuntamente tecnici e operatori, creando momenti di confronto tra sport, scuola e servizi. In questi spazi, la prevenzione ha smesso di essere teoria ed è diventata pratica condivisa.

La protezione dei soggetti vulnerabili nello sport non è un compito da delegare, ma una responsabilità collettiva. E quando la prevenzione diventa parte della quotidianità, ogni segnalazione trova ascolto, ogni rischio viene contenuto, e ogni ragazzo può sentirsi davvero al sicuro.

Contatti di riferimento

Per supporto, segnalazioni o consulenze:

  • Safeguarding – ReCavid – Dott.ssa Gloria Rossi [email protected] 📞 379.2072241
  • Centro Aiuto Minori Sportivi

La formazione obbligatoria non è solo un adempimento normativo, ma una scelta etica. Investire nella cultura della prevenzione significa proteggere i più vulnerabili, rafforzare la fiducia e costruire ambienti sportivi dove ogni ragazzo possa crescere in sicurezza.

Dott. ssa Gloria Rossi

Consulente Pedagogico Familiare e Giuridico
Esperta in Safeguarding e Responsabile Contro Abusi, Violenze e Discriminazioni
Criminologa Esperta in Tutela Minori

Phone – 379. 2072241
Website – oltrelasperanza.blogspot.com

Sommario

Altre risorse utili

Lo strumento più potente della tua segreteria.

Concentrati di più sullo sport e meno sulla burocrazia.