Quante volte hai dovuto rinunciare a un nuovo gruppo, ridurre gli orari o rinunciare a un corso perché non trovavi uno spazio dove allenarsi? Il problema degli impianti è una delle prime cause per cui una società sportiva dilettantistica fatica a crescere — o semplicemente a sopravvivere.
Il 31 marzo 2026, il Senato ha approvato all’unanimità la cosiddetta legge “Palestre Aperte”, meglio nota come Legge Berruto dal nome del suo primo firmatario, il deputato ed ex ct della Nazionale italiana di pallavolo Mauro Berruto. Dopo l’approvazione unanime della Camera nell’ottobre 2025, il provvedimento è diventato legge dello Stato.
In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere: cosa prevede, come funzionano le convenzioni, chi ne può beneficiare e come muoverti concretamente nella tua ASD o SSD.
Che cos’è la legge “Palestre Aperte” e da dove nasce
Il percorso di questa proposta di legge è stato lungo — quasi quattro anni dal deposito iniziale — e si è concluso con il voto finale del Senato, che ha approvato il testo all’unanimità in seconda lettura.
L’obiettivo è semplice da spiegare: le palestre scolastiche, finite le lezioni, restano quasi sempre chiuse. Nel frattempo migliaia di società sportive non riescono a trovare spazi adeguati per allenamenti e gare. Questa legge mette in connessione i due problemi.
Come ha dichiarato lo stesso Berruto, in molti Comuni italiani questo rapporto tra scuole e sport funzionava già in modo virtuoso, ma in tantissimi altri no. La legge mira a rendere finalmente uniforme su tutto il territorio nazionale il diritto allo sport, richiamato dall’articolo 33 della Costituzione dal 2023.
Cosa prevede concretamente la legge
Il provvedimento modifica due norme esistenti: il Testo Unico della scuola (D.Lgs. 297/1994) e il D.Lgs. 38/2021 in materia di impianti sportivi. Ecco i punti chiave.
1. Convenzioni obbligatorie per l’uso extrascolastico
Tramite apposite convenzioni, il comune o la provincia — sentite le istituzioni scolastiche interessate — mettono a disposizione delle società e associazioni sportive gli impianti sportivi scolastici e le relative attrezzature al di fuori dell’orario di servizio scolastico e delle attività extracurricolari previste dal Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).
Tradotto in pratica: l’ente locale (comune o provincia) diventa il soggetto che gestisce la concessione, non la singola scuola. Le società sportive si rivolgono al Comune, non al preside.
2. Apertura anche nei periodi estivi
La legge permette l’utilizzo delle palestre scolastiche anche nei periodi estivi in cui la scuola è chiusa. Per molte ASD che organizzano campus estivi o che cercano spazi nei mesi di giugno e settembre, questa è una novità concreta e immediata.
3. Allenamenti e gare ufficiali esplicitamente inclusi
Il testo precisa che l’utilizzo delle palestre, delle aree di gioco e degli impianti sportivi scolastici è possibile anche ai fini dello svolgimento delle sedute di allenamento e delle gare ufficiali. Prima questa indicazione mancava: ora è scritta nero su bianco.
4. Riqualificazione degli impianti in cambio di uso gratuito
Questa è forse la novità più interessante per le società più strutturate.
Le associazioni e le società sportive senza fini di lucro possono presentare all’ente locale un progetto per la rigenerazione, la riqualificazione o l’ammodernamento dell’impianto sportivo scolastico. Se l’ente locale riconosce l’interesse pubblico del progetto, stipula una convenzione con l’associazione o la società sportiva per l’uso gratuito dell’impianto per una durata proporzionalmente corrispondente al valore dell’intervento.
In parole semplici: investi nella ristrutturazione della palestra, e in cambio la usi gratuitamente per un periodo commisurato all’investimento. Un modello win-win che valorizza il patrimonio pubblico e dà stabilità alle società sportive.
5. Il ruolo del consiglio di istituto
I consigli d’istituto o di circolo, all’atto dell’approvazione o dell’aggiornamento del PTOF, comunicano all’ente locale proprietario le attività didattiche e sportive della scuola che impediscono l’utilizzo, anche parziale, delle palestre e degli impianti sportivi scolastici.
Il consiglio d’istituto mantiene la possibilità di escludere determinati spazi o orari, ma deve farlo in modo esplicito e documentato nel PTOF. Non può più semplicemente “bloccare tutto” senza motivazione.
Chi può beneficiarne: ASD, SSD e non solo
La legge fa riferimento alle società e associazioni sportive in generale per l’accesso tramite convenzione. Per la parte relativa alle gare ufficiali e agli allenamenti, il testo parla specificatamente di ASD e SSD (associazioni e società sportive dilettantistiche).
Per il meccanismo di riqualificazione in cambio di uso gratuito, la norma si rivolge alle società e associazioni sportive senza fini di lucro.
| Tipologia di utilizzo | Chi può accedere |
|---|---|
| Uso extrascolastico tramite convenzione | Società e associazioni sportive in genere |
| Allenamenti e gare ufficiali | ASD e SSD (dilettantistiche) |
| Riqualificazione impianto in cambio di uso gratuito | Associazioni/società sportive senza fini di lucro |
Come muoversi concretamente: i passi da seguire
Ora che la legge è in vigore, cosa può fare concretamente la tua società sportiva?
- Individua la palestra scolastica più vicina e il Comune (o Provincia/Città Metropolitana) che ne è proprietario. Il soggetto a cui rivolgersi è l’ente locale, non la scuola.
- Contatta l’ufficio sport del tuo Comune per verificare se esistono già convenzioni attive o se è necessario avviarne una nuova.
- Prepara una richiesta formale con i dati della tua ASD/SSD: denominazione, codice fiscale, affiliazione federale, tipo di attività svolta, fasce orarie richieste.
- Verifica il PTOF della scuola per sapere quali orari sono già occupati da attività scolastiche o extracurricolari.
- Se sei interessato alla riqualificazione, predisponi un progetto preliminare con piano di fattibilità economico-finanziaria e presentalo all’ente locale per valutare la fattibilità.
Attenzione: i decreti attuativi e le procedure specifiche potrebbero variare da Comune a Comune. Ti consigliamo di monitorare le comunicazioni ufficiali del tuo Comune e di verificare con la tua federazione sportiva di riferimento le modalità operative locali.
Gli obblighi in capo alla società concessionaria
Usare una palestra pubblica significa anche assumersi delle responsabilità precise. La legge è chiara:
Sono posti in capo al concessionario gli obblighi di gestione, cura e pulizia delle attrezzature e degli impianti sportivi scolastici, nonché gli adempimenti per garantire la funzionalità degli stessi al termine di ogni utilizzo.
In concreto, la tua società deve:
- Pulire e riordinare la palestra dopo ogni utilizzo
- Segnalare tempestivamente eventuali guasti o danni
- Rispettare gli orari concordati nella convenzione
- Garantire la sicurezza durante le proprie attività
Trascurare questi obblighi può comportare la revoca della convenzione.
Errori da evitare
- Rivolgersi direttamente alla scuola anziché all’ente locale proprietario dell’impianto
- Non verificare il PTOF prima di richiedere determinati orari, rischiando di entrare in conflitto con attività già programmate
- Sottovalutare gli obblighi di manutenzione: una palestra trascurata è la prima ragione per cui le convenzioni vengono revocate
- Ignorare la possibilità della riqualificazione: se la tua società ha risorse da investire, questa opzione offre stabilità a lungo termine a costi inferiori rispetto all’affitto di strutture private
- Aspettare che sia il Comune a muoversi: la legge crea il quadro normativo, ma l’iniziativa spesso deve venire dalla società sportiva
FAQ
La legge è già in vigore? Sì. Il Senato ha approvato definitivamente il testo il 31 marzo 2026, a seguito dell’approvazione unanime della Camera nell’ottobre 2025. Il provvedimento è legge dello Stato. Per le modalità operative locali, ogni Comune dovrà eventualmente aggiornare le proprie procedure: tieniti aggiornato attraverso i canali del tuo Comune e della tua federazione.
Chi gestisce le convenzioni: il Comune o la scuola? L’ente locale proprietario dell’impianto (solitamente il Comune, oppure la Provincia o la Città Metropolitana). La scuola viene sentita nella fase di approvazione del PTOF, ma non è essa a stipulare la convenzione.
Una SSD a responsabilità limitata può accedere alle palestre scolastiche? Sì, purché si tratti di una società sportiva senza fini di lucro. Le SSD lucrative potrebbero non rientrare nel perimetro del meccanismo di riqualificazione, ma possono comunque accedere tramite convenzione ordinaria.
Possiamo usare la palestra scolastica per le gare ufficiali del campionato? Sì. La legge specifica esplicitamente che l’utilizzo è ammesso anche per le gare ufficiali, non solo per gli allenamenti.
Cosa succede se il consiglio d’istituto si oppone? Il consiglio d’istituto può negare l’assenso all’utilizzo, ma solo per gli orari e gli spazi già occupati da attività scolastiche o extracurricolari inserite nel PTOF. Non può bloccare tout court l’accesso alle strutture per le fasce orarie libere.
Possiamo proporre la ristrutturazione di una palestra scolastica? Sì. Le associazioni e società sportive senza fini di lucro possono presentare un progetto di riqualificazione all’ente locale. Se il Comune riconosce l’interesse pubblico del progetto, l’uso gratuito viene concesso per un periodo proporzionale al valore dell’investimento.
La legge vale per tutti i tipi di impianto scolastico o solo per le palestre? La norma si applica alle palestre, alle aree di gioco e agli impianti sportivi scolastici in senso ampio: palestre coperte, campi all’aperto annessi agli istituti, ecc.
La nostra ASD dovrà pagare per usare la palestra? Le modalità economiche sono definite nelle convenzioni tra ente locale e società sportiva. La legge non stabilisce a priori una gratuità totale, salvo nei casi di riqualificazione dove l’uso gratuito è la contropartita dell’investimento.
Riepilogo: i punti chiave
- ✅ La legge “Palestre Aperte” è stata approvata all’unanimità dal Parlamento il 31 marzo 2026
- ✅ Le ASD e SSD possono ora accedere alle palestre scolastiche tramite convenzioni con l’ente locale proprietario
- ✅ L’accesso è ammesso sia dopo le lezioni che nei periodi estivi
- ✅ Allenamenti e gare ufficiali sono esplicitamente inclusi
- ✅ Le società senza fini di lucro possono riqualificare gli impianti in cambio di uso gratuito
- ✅ Gli obblighi di pulizia, cura e manutenzione ricadono sulla società concessionaria
Se gestisci una società sportiva e hai finora faticato a trovare spazi, questo è il momento giusto per contattare il tuo Comune e capire come strutturare una convenzione.
Nota: le informazioni contenute in questo articolo sono a scopo divulgativo e non sostituiscono una consulenza professionale. Per le modalità operative specifiche, fai riferimento al tuo Comune e alla federazione sportiva di affiliazione.









