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Bando Sport e Periferie 2026: guida completa per Comuni e impianti sportivi

Il Dipartimento per lo Sport ha pubblicato l’Avviso Sport e Periferie 2026: 100 milioni di euro a disposizione dei Comuni italiani per costruire, ristrutturare o riqualificare impianti sportivi nelle zone periferiche e degradate del territorio. Le domande si aprono il 4 giugno 2026 e si chiudono il 25 giugno 2026. Tre settimane. Pochi giorni per prepararsi bene.

Se gestisci un impianto sportivo, sei un dirigente di ASD o SSD e vuoi capire se questa misura può riguardare anche te — o se vale la pena spingere il tuo Comune a presentare domanda — questa guida ti spiega tutto quello che c’è da sapere.

Cos’è il bando Sport e Periferie 2026

Il Fondo Sport e Periferie nasce con il decreto-legge 185/2015 e ha natura strutturale dal 2017, con una dotazione annua di 10 milioni di euro. Il bando 2026 è finanziato con risorse straordinarie pari a 100 milioni di euro, a valere sul capitolo di bilancio 937 della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’obiettivo dichiarato è preciso: portare sport di qualità nelle aree dove manca, ridurre il disagio sociale, migliorare la sicurezza urbana e promuovere l’attività agonistica nelle periferie italiane.

Non si tratta di un bando per le ASD direttamente, ma per i Comuni. Però, nella pratica, chi usa quegli impianti sono le associazioni sportive del territorio. Per questo vale la pena che dirigenti, presidenti e segretari di ASD/SSD si muovano in prima persona per coinvolgere l’amministrazione comunale.

Chi può fare domanda

L’avviso è rivolto ai Comuni con almeno 5.000 abitanti secondo il censimento ISTAT al 1° gennaio 2025. I Comuni sotto questa soglia possono partecipare ugualmente, a patto di raggiungere i 5.000 abitanti attraverso un accordo con altri enti locali confinanti, con un Comune capofila che presenta la domanda.

Regola importante: ogni Comune può presentare una sola candidatura, per un solo impianto sportivo. Anche i Comuni che abbiano già beneficiato di precedenti edizioni (2020, 2022, 2023, 2024, 2025) possono ripresentarsi, ma solo dimostrando che i lavori finanziati in passato siano già stati completati e collaudati.

Quanto si può richiedere

Gli importi massimi variano in base al tipo di intervento e alla dimensione del Comune. Ecco il riepilogo:

Tipo di intervento Importo massimo
Nuovo impianto sportivo 3.000.000 € (tutti i Comuni)
Demolizione e ricostruzione (nZEB) 3.000.000 € (tutti i Comuni)
Demolizione/ricostruzione di tendostrutture 500.000 € (tutti i Comuni)
Manutenzione straordinaria, messa in sicurezza, adeguamento (Comuni >50.000 ab.) 1.500.000 €
Manutenzione straordinaria, messa in sicurezza, adeguamento (Comuni 15.001–50.000 ab.) 1.000.000 €
Manutenzione straordinaria, messa in sicurezza, adeguamento (Comuni fino a 15.000 ab.) 800.000 €

La quota di compartecipazione obbligatoria

Il Comune deve obbligatoriamente coprire una quota propria dell’investimento: almeno il 15% del contributo richiesto se l’importo supera 1.000.000 €, oppure almeno il 10% se l’importo è pari o inferiore a 1.000.000 €. Questa quota può essere coperta anche con altri finanziamenti (ad esempio quelli dell’Istituto del Credito Sportivo e Culturale), purché non ci sia una sovrapposizione sulla stessa voce di spesa.

Che tipo di interventi sono ammessi

Gli interventi devono riguardare impianti sportivi di proprietà pubblica, censiti nella Banca Dati Nazionale degli Impianti Sportivi, con destinazione all’attività agonistica. Le tipologie ammesse sono quattro: realizzazione di nuovi impianti; demolizione e ricostruzione a energia quasi zero (nZEB); manutenzione straordinaria, messa in sicurezza, abbattimento barriere architettoniche, adeguamento sismico e fornitura di attrezzature (entro il 10% del contributo); efficientamento energetico, messa a norma degli impianti tecnologici, building automation.

Cosa non è ammesso:

  • Acquisto di terreni o strutture sportive
  • Sistemazione di aree esterne non strettamente connesse all’impianto
  • Costi di esproprio

Come vengono valutate le domande: il sistema a punteggio

Questo è il cuore del bando. La piattaforma assegna un punteggio automatico in base alle dichiarazioni del Comune. Il punteggio massimo è 100 punti. Se il progetto non raggiunge almeno 60 punti, la piattaforma non consente nemmeno l’invio della domanda.

Ecco i criteri principali:

Criterio Punteggio max
A — Multidisciplinarità sportiva dell’impianto 7
B1 — Sistemi di gestione architettonica (barriere, sismica, antincendio…) 18
B2 — Gestione ambientale ed efficienza energetica (fotovoltaico, pompe di calore, LED…) 13
BX — In caso di demolizione/ricostruzione o nuova costruzione 31 (in sostituzione di B1+B2)
C — Aspetti gestionali (uso paralimpico, fasce deboli, manifestazioni sportive) 13,5
D — Indicatori territoriali (giovani, disagio economico, delittuosità, abbandono scolastico) 12
E — Ubicazione dell’impianto 10
F — Funzionalità e stato dell’impianto 7
G — Densità di impianti nell’area 6
H — Non aver mai usufruito del Fondo Sport e Periferie 7,5
I — Livello progettuale già disponibile 6

Cosa vale di più: qualche consiglio pratico

Se vuoi spingere il tuo Comune a presentare una buona candidatura, ecco gli aspetti su cui concentrarsi:

  • Avere già un livello progettuale (almeno un DIP, meglio un PFTE o un Progetto Esecutivo) porta fino a 6 punti in più e velocizza tutto il processo successivo.
  • Includere discipline CIP (sport paralimpici) nell’uso dell’impianto porta punti sia nel criterio A che nel criterio C.
  • Garantire accesso gratuito oltre il 25% dell’orario per le fasce deboli vale 5 punti nel criterio C.
  • Non aver mai ricevuto fondi Sport e Periferie vale 7,5 punti automatici — un vantaggio per i Comuni alla prima partecipazione.
  • I criteri territoriali D (giovani, disagio, criminalità, abbandono scolastico) sono calcolati in automatico dalla piattaforma su basi dati pubbliche: non li puoi modificare, ma è utile sapere se il tuo Comune è sopra o sotto le medie nazionali di riferimento.

Scadenze e procedura: passo dopo passo

Ecco la timeline del bando:

  1. Apertura della piattaforma: 4 giugno 2026, ore 12:00
  2. Scadenza domande: 25 giugno 2026, ore 12:00
  3. Chiarimenti via PEC: entro il 19 giugno 2026, ore 12:00 (indirizzo: [email protected])
  4. Pubblicazione graduatoria provvisoria: dopo la verifica formale delle candidature
  5. Caricamento progettuale: 10 giorni (se già in possesso di PFTE/PE) o 40 giorni (se si dispone solo del DIP) dalla graduatoria provvisoria
  6. Pubblicazione graduatoria definitiva e firma degli Accordi con i Comuni ammessi

La domanda deve essere presentata dal Sindaco, in qualità di legale rappresentante, sulla piattaforma https://avvisibandi.sport.governo.it/, allegando la Delibera di Giunta comunale che attesti la volontà di partecipare e l’impegno alla compartecipazione finanziaria.

Helpdesk attivo: dal 4 giugno, numeri 06 36857395 e 06 36854181.

Come viene erogato il finanziamento

Il contributo viene corrisposto in proporzione agli stati di avanzamento dei lavori: un acconto del 30% dopo la firma del contratto d’appalto, erogazioni intermedie sulla base degli SAL approvati, e un saldo del 10% al collaudo finale.

I Comuni beneficiari possono anche avvalersi di Sport e Salute S.p.A. come stazione appaltante, semplificando le procedure di gara.

Cosa possono fare le ASD/SSD

Il bando è intestato ai Comuni, ma le associazioni sportive hanno un ruolo centrale. Ecco cosa puoi fare concretamente come dirigente di una ASD o SSD:

  • Contatta subito il tuo Comune (assessorato allo sport o segreteria) e segnala l’opportunità.
  • Porta una proposta concreta: quale impianto ha bisogno di lavori? Quali discipline si praticano? Ci sono sport paralimpici?
  • Offri la tua disponibilità a collaborare sulla parte gestionale (criterio C): impegno per le fasce deboli, uso paralimpico, manifestazioni ufficiali.
  • Verifica la Banca Dati Nazionale degli Impianti Sportivi: l’impianto deve essere censito. Se non lo è, segnalalo subito.

Un impianto riqualificato grazie a questo bando significa strutture migliori per i tuoi tesserati, più discipline praticabili e una gestione più efficiente — a beneficio dell’intera comunità sportiva locale.

Se gestisci già le attività della tua ASD con un software come Golee, puoi raccogliere facilmente i dati di utilizzo dell’impianto (numero di tesserati, discipline, frequenze) che potrebbero tornare utili per supportare la candidatura del Comune con informazioni concrete.

Domande frequenti

Il bando Sport e Periferie 2026 è aperto anche alle ASD? No, direttamente no. Il bando è riservato ai Comuni. Le ASD/SSD possono però partecipare indirettamente, collaborando con il proprio Comune e contribuendo alla gestione dell’impianto (criterio C del punteggio).

Qual è la scadenza per presentare domanda? La piattaforma è aperta dal 4 al 25 giugno 2026. La scadenza è fissata alle ore 12:00 del 25 giugno.

Un Comune che ha già partecipato alle edizioni precedenti può ripresentarsi? Sì, a condizione che i lavori finanziati nelle precedenti edizioni (2020, 2022, 2023, 2024, 2025) siano già stati ultimati e collaudati, con documentazione a supporto. Chi non ha mai ricevuto il fondo ottiene 7,5 punti in più.

L’impianto deve essere di proprietà pubblica? Sì, è un requisito obbligatorio a pena di esclusione. L’impianto deve essere di proprietà del Comune e il titolo di proprietà va fornito al momento della presentazione della documentazione progettuale.

Serve già un progetto per partecipare? No, non è obbligatorio. Avere già un livello progettuale (DIP, PFTE o Progetto Esecutivo) porta punti aggiuntivi (fino a 6) e accelera i tempi successivi. Chi non ha nulla ha 40 giorni dalla pubblicazione della graduatoria provvisoria per caricare almeno un DIP.

Quanto tempo ha il Comune dopo l’ammissione per avviare i lavori? Dipende dal livello progettuale dichiarato: da 90 a 180 giorni dalla firma dell’Accordo per consegnare il progetto cantierabile. Poi 30 giorni per avviare la gara d’appalto.

Posso chiedere chiarimenti sul bando? Sì, via PEC all’indirizzo [email protected] entro il 19 giugno 2026. Dal 4 giugno è attivo anche un helpdesk telefonico ai numeri 06 36857395 e 06 36854181.

L’impianto deve essere censito nella Banca Dati Nazionale? Sì, il codice univoco del censimento è obbligatorio per la domanda. Se l’impianto non è ancora censito, è prioritario provvedere prima dell’apertura della piattaforma.

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