Una persona o un’azienda vuole sostenere la tua associazione con una donazione. Ottimo. Ma adesso ti chiedi: posso accettarla anche se non ho la partita IVA? Devo emettere fattura? Come faccio la ricevuta? E chi dona può davvero scaricarla dalle tasse?
In questa guida trovi risposte chiare a tutte queste domande, con un fac-simile di ricevuta, gli importi detraibili aggiornati e gli errori più comuni da evitare.
Cos’è un’erogazione liberale (in parole semplici)
Un’erogazione liberale è una donazione — in denaro, in beni o sotto forma di un diritto — che qualcuno fa alla tua ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) senza ricevere nulla in cambio.
La parola chiave è proprio questa: nulla in cambio. Il donatore agisce per puro spirito di liberalità, perché crede nella tua attività e vuole sostenerla. Non perché si aspetta visibilità, pubblicità o un servizio.
Chi può donare? Chiunque:
- una persona fisica (un genitore, un ex atleta, un simpatizzante);
- una ditta individuale;
- una società (Srl, SpA, ecc.);
- un altro ente.
Non conta nemmeno se la tua ASD ha o non ha la partita IVA. La donazione è ammessa in entrambi i casi.
Erogazione liberale o sponsorizzazione? Non confonderle
Questo è il punto in cui sbagliano in tanti, e l’errore può costare caro in caso di controllo. Vediamo la differenza.
| Erogazione liberale (donazione) | Sponsorizzazione | |
|---|---|---|
| Causa | Spirito di liberalità | Contratto commerciale |
| Contropartita | Nessuna | Visibilità garantita allo sponsor |
| IVA | No | Sì, sempre |
| Documento | Ricevuta in forma libera | Fattura |
| Serve la P.IVA della ASD? | No | Sì |
Esempio pratico:
- Donazione: un’azienda della zona ti versa 500 € sul conto della ASD per aiutarti a comprare nuovi palloni. Non chiede nulla in cambio.
- Sponsorizzazione: la stessa azienda ti versa 500 €, ma chiede che il suo logo sia stampato sulle maglie della prima squadra per tutta la stagione.
Stesso importo, due mondi diversi dal punto di vista fiscale. Nel secondo caso devi emettere fattura con IVA, e ti serve la partita IVA.
Attenzione: se accetti una somma come “donazione” ma in realtà ti sei impegnato a dare visibilità al donatore, l’Agenzia delle Entrate la riqualifica come sponsorizzazione. Risultato: IVA non versata, sanzioni e contenzioso.
Cosa deve fare la ASD quando riceve una donazione
Buona notizia: gli adempimenti sono pochi e semplici.
Non devi:
- emettere fattura;
- emettere scontrino fiscale;
- avere la partita IVA per ricevere l’importo.
È fortemente consigliato:
- rilasciare una ricevuta di incasso in forma libera, che attesti la donazione e la modalità di pagamento;
- registrare l’entrata nella contabilità dell’associazione (libro cassa o rendiconto);
- archiviare la ricevuta insieme alla prova del pagamento tracciabile (bonifico, copia dell’assegno, ecc.).
Anche se la ricevuta non è obbligatoria, in pratica è indispensabile: serve al donatore per ottenere la detrazione fiscale, e a te per dimostrare la natura non commerciale dell’entrata in caso di controllo.
Cosa scrivere nella ricevuta
La ricevuta è in forma libera, ma per essere utile al donatore (e a te in caso di controllo) deve contenere alcuni elementi essenziali:
- Intestazione completa della ASD: denominazione, sede legale, codice fiscale, eventuale numero di iscrizione al RASD;
- Numero progressivo e data della ricevuta;
- Dati del donatore: nome o ragione sociale, codice fiscale o partita IVA, indirizzo;
- Importo donato (in cifre e in lettere) e modalità di pagamento (bonifico, assegno non trasferibile, carta);
- Dicitura espressa di “erogazione liberale” con il riferimento normativo: art. 15, c.1, lett. i-ter) TUIR per i privati, art. 78, c.1 TUIR per le imprese;
- Dichiarazione che la donazione è effettuata senza alcuna contropartita da parte dell’associazione;
- Luogo, data e firma del Presidente.
Conserva una copia della ricevuta e la prova del pagamento per almeno 10 anni.
Quanto può detrarre chi dona alla tua ASD
Questa è la parte che interessa di più al donatore — ed è anche la leva con cui puoi “chiedere” donazioni in modo convincente.
Persone fisiche (privati cittadini)
L’art. 15, comma 1, lett. i-ter) del TUIR prevede una detrazione IRPEF del 19% sulle erogazioni liberali in denaro a favore delle ASD, calcolata su un importo massimo di 1.500 € per anno d’imposta.
In pratica:
- importo massimo detraibile in dichiarazione: 285 € all’anno (cioè il 19% di 1.500 €);
- il pagamento deve essere tracciabile: bonifico, bollettino postale, carta di credito/debito, prepagata, assegno non trasferibile;
- non funziona se la donazione è in contanti.
Imprese (ditte individuali e società)
L’art. 78, comma 1 del TUIR estende la stessa logica alle imprese: detrazione IRES del 19%, sempre su un massimo di 1.500 € per periodo d’imposta, con le stesse regole di tracciabilità.
ASD che hanno anche la qualifica di ONLUS
Se la tua associazione è iscritta come ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale), per chi dona ci sono benefici molto più alti. Le persone fisiche, per esempio, possono scegliere tra:
- una detrazione IRPEF del 26% su un importo massimo di 30.000 € l’anno (fino a 7.800 € di detrazione);
- in alternativa, una deduzione dal reddito entro il 10% del reddito complessivo e comunque entro 70.000 € l’anno (art. 14, D.L. 35/2005).
Non si possono cumulare: il donatore sceglie l’opzione più conveniente per la sua situazione.
Nota: queste informazioni sono a scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista. La normativa fiscale per il Terzo Settore è in evoluzione (Riforma del Terzo Settore, RUNTS): per casi specifici verifica sempre con il tuo commercialista.
La regola d’oro: tracciabilità
Se c’è un concetto da portarsi a casa è questo: la donazione in contanti non è detraibile. Mai.
Per far valere la detrazione, il donatore deve aver usato uno strumento tracciabile:
- bonifico bancario o postale;
- carta di credito, debito o prepagata;
- assegno bancario o circolare non trasferibile, intestato alla ASD.
E deve conservare la prova del pagamento (estratto conto, ricevuta del bonifico, ecc.) insieme alla ricevuta che gli rilasci.
Suggerimento operativo: nella causale del bonifico fai sempre scrivere “Erogazione liberale ai sensi dell’art. 15, c.1, lett. i-ter TUIR”. Aiuta in caso di controllo.
Checklist pratica: quando arriva una donazione
Una piccola routine da seguire ogni volta che la tua ASD riceve un’erogazione liberale:
- Verifica la natura del versamento: è davvero una donazione o c’è una controprestazione nascosta? (sponsorizzazione mascherata)
- Conferma che sia tracciabile: bonifico, carta, assegno non trasferibile. Mai contanti.
- Controlla la causale: deve indicare “erogazione liberale”.
- Emetti la ricevuta in forma libera, su carta intestata, firmata dal Presidente.
- Consegna copia al donatore (cartacea o PDF via email).
- Registra l’entrata nel libro cassa o nel rendiconto annuale.
- Archivia la ricevuta + la prova del pagamento per almeno 10 anni.
Tenere traccia di tutte le entrate non commerciali in modo ordinato è uno dei punti più delicati per una ASD. Un gestionale come Golee ti aiuta a registrare donazioni, sponsorizzazioni e quote in un unico posto, generando in automatico ricevute e report pronti per il commercialista.
FAQ – Erogazioni liberali alle ASD
Una ASD senza partita IVA può ricevere donazioni da un’azienda? Sì, senza problemi. La partita IVA serve solo per le attività commerciali (sponsorizzazioni, vendita di beni, ecc.). Le erogazioni liberali non sono attività commerciali, quindi qualsiasi ASD può riceverle, anche senza P.IVA.
Quanto può detrarre un’impresa che dona alla mia ASD? Il 19% dell’importo donato, su un massimo di 1.500 € per anno d’imposta. La detrazione massima è quindi di 285 €. Vale anche per le ditte individuali. Se la ASD è anche ONLUS, gli importi sono più alti.
La ricevuta è obbligatoria? No, non è formalmente obbligatoria per la ASD. Ma è fortemente raccomandata: serve al donatore per ottenere la detrazione fiscale e a te come prova in caso di controllo.
Si può donare in contanti? Tecnicamente sì, ma la donazione non sarà detraibile per chi versa. Per ottenere il beneficio fiscale serve un pagamento tracciabile: bonifico, carta, assegno non trasferibile.
Cosa succede se ricevo una “donazione” ma poi metto il logo del donatore sulle maglie? Diventa una sponsorizzazione mascherata. In caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate può riqualificare l’operazione, applicare l’IVA con sanzioni e interessi. Meglio chiamare le cose con il loro nome.
Posso ricevere donazioni in natura (es. attrezzature, materiale sportivo)? Sì. La donazione può essere in denaro, in beni o sotto forma di diritti. Per le donazioni in natura conviene quantificare il valore di mercato e indicarlo nella ricevuta, citando eventuali listini o stime di riferimento.
Quale causale usare nel bonifico? Una formulazione efficace: “Erogazione liberale ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. i-ter) del TUIR” per i privati, oppure “…ai sensi dell’art. 78, comma 1 del TUIR” per le imprese.
Per quanto tempo devo conservare ricevute e prove di pagamento? Almeno 10 anni, in linea con i termini civilistici di conservazione. Tieni tutto archiviato, anche digitalmente.









