Rimborsi forfetari volontari sportivi: la guida al calcolo corretto

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Hai dei volontari che aiutano nella tua ASD durante gare, tornei o eventi, e vorresti riconoscere loro un rimborso spese? I rimborsi forfetari volontari sportivi sono lo strumento pensato apposta per questo, ma vanno gestiti con attenzione: c’è un limite mensile, un plafond annuo da monitorare e un obbligo di comunicazione da rispettare. Vediamo insieme come funzionano, con due esempi di calcolo pratici.

Cosa sono i rimborsi forfetari ai volontari sportivi

Il volontariato sportivo si basa su un principio semplice: chi presta servizio lo fa in modo spontaneo e gratuito, senza alcuna forma di retribuzione. Detto questo, la legge riconosce che chi si occupa di un evento sportivo sostiene comunque delle spese — trasferte, vitto, piccole spese organizzative — e permette quindi di rimborsarle in forma forfetaria, cioè con un importo fisso, senza dover raccogliere scontrini e ricevute per ogni singola spesa.

Questa possibilità è prevista dalla Riforma dello Sport (Decreto Legislativo 36/2021, articolo 29) e riguarda ASD, SSD, Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive Associate, Enti di Promozione Sportiva, CONI, CIP e Sport e Salute S.p.A.

I limiti da rispettare

Limite Importo
Rimborso forfetario massimo 400 euro al mese, per ciascun volontario
Plafond annuo di non imponibilità 15.000 euro annui (condiviso con altri compensi sportivi)
Occasione del rimborso Manifestazioni ed eventi sportivi riconosciuti da Federazioni, Discipline Sportive Associate, Enti di Promozione Sportiva, CONI, CIP o Sport e Salute

Un punto importante da tenere a mente: i 400 euro mensili sono un tetto massimo, non un importo automatico. Il club deve prima decidere, con un’apposita delibera, quali tipologie di spese e quali attività di volontariato danno diritto al rimborso forfetario.

Il plafond dei 15.000 euro: come si calcola davvero

Qui sta il punto che genera più confusione. I rimborsi forfetari ai volontari non sono reddito imponibile per chi li riceve, fino al limite dei 400€ mensili. Ma attenzione: anche se non sono tassati, concorrono comunque al calcolo del plafond annuo di 15.000 euro previsto per i compensi da lavoro sportivo dilettantistico.

In pratica, se una persona è sia volontario in un club (con rimborsi forfetari) sia collaboratore o dipendente sportivo in un altro ente (con un vero compenso), le due somme si sommano per capire se e quando si supera la soglia dei 15.000 euro.

Esempio 1: il volontario che supera già la soglia altrove

Un volontario riceve un rimborso forfetario mensile di 350 euro dalla tua ASD. Nello stesso anno, però, ha già percepito 16.000 euro come compenso da lavoro sportivo autonomo presso un altro ente — quindi ha già superato da solo il tetto dei 15.000 euro.

Risultato: l’intero rimborso di 350 euro diventa imponibile come reddito di lavoro autonomo, perché il plafond è già esaurito. Il tuo ente, come sostituto d’imposta, dovrà applicare la ritenuta d’acconto su questa somma.

Esempio 2: il volontario che resta (quasi) dentro il plafond

Un altro volontario riceve un rimborso forfetario di 380 euro dalla tua ASD. Nello stesso anno ha percepito 14.800 euro da un altro ente sportivo, per compensi di lavoro autonomo.

Sommando le due cifre: 14.800 + 380 = 15.180 euro. Il plafond di 15.000 euro viene superato di 180 euro.

Risultato: solo i 180 euro eccedenti diventano imponibili, non l’intero rimborso. Se il volontario ha rilasciato regolare autocertificazione, gli enti eroganti non dovranno applicare la ritenuta sulla parte che resta sotto la soglia.

FAQ

Quanto si può rimborsare a un volontario sportivo? Fino a 400 euro al mese per persona, in occasione di manifestazioni ed eventi sportivi riconosciuti da Federazioni, Discipline Sportive Associate, Enti di Promozione Sportiva, CONI, CIP o Sport e Salute S.p.A.

I rimborsi forfetari ai volontari sportivi sono tassati? No, non concorrono a formare il reddito del volontario fino al limite di 400€ mensili. Diventano imponibili solo se, sommati agli altri compensi sportivi percepiti nell’anno dalla stessa persona, superano il plafond complessivo di 15.000 euro.

Serve una delibera per erogare i rimborsi forfetari? Sì. L’ente deve prima approvare una delibera che individui le tipologie di spese e le attività di volontariato per cui è ammesso questo tipo di rimborso.

Cosa succede se il volontario lavora anche per un’altra società sportiva? I compensi sportivi percepiti da tutti gli enti nello stesso anno solare si sommano ai fini del plafond dei 15.000 euro. Per questo è fondamentale raccogliere l’autocertificazione a ogni pagamento.

Bisogna comunicare i rimborsi a qualche ente? Sì, va fatta una comunicazione trimestrale al RASD (Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche), con i nominativi dei volontari e gli importi erogati.

Cosa succede se il plafond viene superato? Solo la parte eccedente i 15.000 euro complessivi diventa imponibile, come reddito di lavoro autonomo o secondo il rapporto con cui è stata erogata. Il sostituto d’imposta dovrà applicare la ritenuta d’acconto su quella quota.

In sintesi

  • Il rimborso forfetario ai volontari sportivi ha un tetto di 400 euro al mese per persona.
  • Non è tassato di per sé, ma concorre al plafond annuo di 15.000 euro condiviso con altri compensi sportivi.
  • Serve sempre una delibera che definisca spese e attività rimborsabili.
  • Va raccolta l’autocertificazione del volontario a ogni pagamento, per verificare eventuali altri compensi percepiti nell’anno.
  • È obbligatoria la comunicazione trimestrale al RASD.

Tenere traccia di delibere, autocertificazioni e comunicazioni per ogni volontario può diventare complicato quando il club cresce. Un gestionale come Golee ti aiuta a organizzare tutto in un unico posto, senza perdere di vista scadenze e adempimenti.

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